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Vangelo a colazione
Pensieri del mattino della famiglia Castaldi (Saronno, Italia) riunita per pregare e crescere insieme.
Riflessioni offerte a tutti per innescare la preghiera nelle famiglie cristiane del mondo.

447 - La necessità di pregare

18-Nov-2017 - XXXII settimana del Tempo Ordinario – Sabato
Parola di Dio            
Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». Lc 18,1-8
Pensieri:
Abbiamo ripetutamente parlato della preghiera di intercessione ma, visto che il brano odierno lo permette, non sarà male riprendere l’argomento. Oggi il Signore ci esorta a pregare e a chiedere, anche con insistenza, tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Egli è contento di noi se lo coinvolgiamo nelle vicende della nostra vita, come un padre quando un figlio gli chiede qualcosa, poiché nella richiesta è implicito il riconoscimento della sua signoria.
Il Signore ascolta sempre le preghiere che gli rivolgiamo, ma qualche volta succede che non vengano esaudite: vuol dire che il suo progetto è più grande e lungimirante del nostro. Dice l’evangelista Giovanni: «Questa è la fiducia che abbiamo in lui: qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta. E se sappiamo che ci ascolta in tutto quello che gli chiediamo, sappiamo di avere già da lui quanto abbiamo chiesto» (1Gv 5,14-15). La preghiera di
intercessione, in altre parole, ci difende dal fatto che venga fatta la volontà del demonio, che è la causa di tutti i mali, ma deve essere intimamente aperta ad accettare la volontà del Signore. È la condizione posta dall’evangelista Giovanni: la nostra richiesta, perché venga esaudita, deve essere «secondo la sua volontà». A noi sembra, tuttavia, che il suo desiderio di esaudirci sia così grande che, qualche volta, il Signore abbia addirittura messo in atto una modifica dei suoi progetti. La nostra preghiera può ottenere anche questo, perché un padre, quando può, cambia sempre i suoi programmi per esaudire le richieste di un figlio.
Qualche volta, però, succede che il progetto del Signore sia così grande da non avere alternative: allora lo dobbiamo accettare, e accettandolo ne entriamo a far parte. L’unica cosa certa è che noi dobbiamo chiedere, sempre e comunque, perché attraverso le nostre richieste di intercessione si attualizza la nostra fede.



 

Anna Maria Rossi e Pierluigi Castaldi
via Gaudenzio Ferrari, 29 - 21047 Saronno (VA) ITALY